I Salinari di Cervia

24 Luglio 2016 - 21 Agosto 2016

Maurizio Finotto è un fotografo italiano dotato di una spiccata sensibilità creativa, il suo linguaggio espressivo si avvale dell’uso della macchina fotografica attraverso la quale riesce a raccontare luoghi e situazioni e ad evocare riflessioni e sensazioni che spaziano sapientemente dalla filosofia alla poesia.

Il bianco e nero delle sue immagini alimentano senza alcun dubbio l’atmosfera romantica di un luogo che non è solo di lavoro ma anche di storia e passione.

Si pensi al valore del sale e al suo significato. Il sale nelle opere del fotografo appare come frutto del lavoro e della tradizione e riporta alla memoria di tutti quello che è stato nella storia, sinonimo in antichità di ricchezza, i lavoratori un tempo erano infatti schiavi o prigionieri di guerra. Ci si soffermi poi nella lettura degli scatti fotografici di Finotto lasciandoci alle spalle ogni pregiudizio storico e didattico per far agire liberamente l’opera stessa su di noi, solo così  possiamo apprendere che oltre alla precisione compositiva e alla capacità  innata dell’artista di immortalare momenti determinanti che divengono poi immortali sulla  superficie fotografica, esiste  un substrato inconscio che può portarci a nuove riflessioni determinate dalla consapevolezza del significato stesso del sale.  Mi piace infatti pensare alla stimolazione delle nostre papille gustative che oggi in particolar modo ci offrono anche l’occasione per insaporire la visione delle opere fotografiche di Maurizio Finotto.

 

Un particolare che desidero sottolineare, perché lo si può considerare un autentico valore aggiunto, riguarda la composizione post scatto di ogni opera, realizzata attraverso una fotografia principale e alcune più piccole a far da corollario, un’operazione delicata e pericolosa che nella visione complessiva però premia ulteriormente l’intero reportage dell’autore che, con questa modalità, offre allo spettatore gli strumenti per una più completa visione d’insieme.

I grandi cieli nuvolosi che si specchiano nelle saline, le mani sporche di quel fango utilizzato nei centri benesere, le montagne di sale, ogni dettaglio selezionato da Maurizio Finotto è un sonetto che al termine si fa poesia e indica ancora una volta lo straordinario patrimonio creativo e imprenditoriale del quale possiamo disporre oggi nel nostro paese, un binomio ora formato dal fotografo e dalla splendida Salina di Cervia.

Non ultimo, la Salina di Cervia può contare sulla forza di volontà di persone che da sempre credono nella bellezza del proprio lavoro e nella straordinaria cortesia e disponibilità che è universalmente riconosciuta come caratteristica dello splendido popolo romagnolo.

 

 

A cura di

Alberto Moioli

 

 

 

 

 

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